Resistance 2 – Recensione

[galleria id=”396″]Torna Nathan Hale sui nostri schermi ad alta risoluzione. Tornano i Chimera, le Furie e tutti i nostri amici tentacolari con l’alito che puzza e la voglia di ucciderci.

Chimera e Bellerofonte
L’esordio della serie avviene proprio al debutto della neonata PS3 che emette i suoi primi vagiti con il polveroso Motorstorm e il passato alternativo di Resistance. La software house che ha portato il lavoro di quest’ultimo al completamento non aveva un compito facile: mostrare i denti del monolito nero e accaparrarsi un pubblico saldamente legato alla PS2, che in quel periodo era ancora ipnotizzato da Kratos e il suo God of War 2. Il tutto è stato accolto da un generale senso di tiepida euforia, ma passiamo alla storia.
Un virus tremendo ha invaso Russia ed Europa, solo la Gran Bretagna si salva… ma per poco. I mostri alieni di nome Chimera iniziano a scavare un tunnel e ad invadere anche la terra della regina.
 
Nei panni di un soldato, alias Nathan Hale, dovremo liberare il mondo dalla minaccia degli extraterrestri. Il prode militare, anch’esso infettato, riuscì a non subire la contaminazione che portava i comuni esseri umani a diventare a loro volta dei Chimera e a combattere contro gli altri umani. Gli bastarono solo tre giorni per abbattere il nemico e liberare il Regno Unito. A grandi linee questa è la trama del primo Resistance – Fall of a man. La narrazione è infatti il vero punto di forza di questa produzione targata Insominac Games. Il seguito che senza fronzoli porta soltanto il nome Resistance 2 riparte da dove la storia del primo era conclusa. A Londra infatti Hale distrugge la torre Chimera e viene recuperato dalle forze speciali Black Ops su un Vtol. Da qui saremo ributtati immediatamente in azione senza un minimo di respiro e soprattutto di riposo.
 
Furie! Cavalli del west?
Partiamo con il nostro angolo legato alla parte più tecnica distinguendo subito la componente multiplayer da quella della campagna in single player. Entrambe condividono un’anima sola ma ciascuna ha una vita a sé. Partiamo dalla campagna del giocatore singolo che vede un cambio di rotta della narrazione dalla terza alla prima persona. Come ormai di uso e consumo potremo trasportare ora solo due armi, salvo le granate che potremo fare il pieno. Questo impone una scelta tattica ben precisa in base al tipo di nemici che avremo di fronte e alla scarsità o meno di munizioni nell’area in cui ci troviamo. Una scelta devo dire azzeccata e che ci farà stare all’erta anche all’uso, con il dovuto criterio, della mira. Se i comandi sono più che adeguati al controllo del nostro arsenale, il fuoco secondario sarà una vera goduria da macellai, al punto che anche un’arma “mite” come la Magnum, si potrebbe rivelare azzeccata proprio per le sue doti “alternative”. I mostri hanno preso la Sviluppina e, come abbiamo visto in uno dei trailer di debutto, arrivano alle dimensioni di un palazzo di svariati piani e un super attico. Gli ambienti a differenza del primo si differiscono parecchio e sono finalmente molto convincenti le location scelte per la narrazione.
 
Buone le musiche di genere, i suoni delle armi invece non sono stati campionati in modo eccellente e non rendono se non in modo superficiale. Un buon HDR ci farà apprezzare la luminosità e i colori brillanti e gli effetti particellari sono nella media. Che il motore di gioco sia quello del primo e fin troppo evidente, un lavoro adeguato di texture di qualità superiore però riesce a coprirne le magagne. Il multiplayer garantisce oltre ai normali scontri tra giocatori, fino a 60 contemporaneamente questa volta, una bellissima modalità cooperativa oltre ad un sistema di classi suddiviso per livelli. La modalità coop non è certamente nuova, questa volta però avremo mappe di grande estensione che genereranno continue variazioni alle missioni da portare a termine, offrendo così una certa varietà. Le classi poi (soldato, medico, forze speciali) sono perfettamente bilanciate. Gli aumenti di livello e di grado porteranno poi grande soddisfazione e un incremento del vostro orgoglio personale direttamente proporzionale ai successi sul campo di battaglia.
 
Dulcis in fundo ovvero stelle o stalle?
La durata complessiva del single player si attesta sulle 10 ore circa a livello medio, qualcosa di più o qualcosa di meno varierà come sempre dalla vostra abilità\scoprire tutto lo scopribile. Il multiplayer impostato nel modo di cui sopra renderà il gioco divertente almeno per altre 20 o anche 30 ore complessive. Con queste premesse mi sento di incentivare l’acquisto di questo titolo che scalderà i vostri polpastrelli in attesa di Killzone 2.
 
GRAFICA: 8.5
SONORO: 8
GIOCABILITA’: 9.5
LONGEVITA’: 10
TOTALE: 9.0

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