Tomb Raider: Underworld – Recensione

Tomb Raider: Underworld – Recensione

Tomb Raider Underworld, gallery 2

Torna Lara Croft: il mito che ha segnato gli ultimi 12 anni. Detta legge a colpi di pistola e studi di archeologia. Immergiamoci nel nuovo capitolo della nostra instancabile eroina digitale.

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Un DO… di petto
Anno 1996 i ragazzi di Core Design sviluppano un gioco, pubblicato da Eidos Interactive, che ha rivoluzionato il mondo dei platform: Tomb Raider. La vera grande introduzione è stata quello di aver scelto come personaggio principale una donna… e che donna. Se l’eroe di turno è sempre stato un maschio palestrato che aveva il compito di salvare una pupa timida, con Tomb Raider viene ridefinito il ruolo del protagonista. All’anagrafe Lara (classe 1968) non è più una ragazzina, ma la sua forza d’animo e un corpo mozzafiato ha incantato il mondo, tanto da aver portato ulteriori 7 seguiti, milioni di copie vendute e conversioni su qualsiasi piattaforma esistente. Se discutibile sia stata la scelta di fare due film con Angelina Jolie, si può però intuire l’interesse che il fenomeno ha suscitato nei media e in un pubblico sempre più vasto.

Ragionando a… bocce ferme
Tuffiamoci nella nuova avventura di Lara. Avremo a disposizione 8 livelli, il primo dei quali avrà la funzione di fare oltre che da prologo anche da tutorial. Grande varietà alle ambientazioni che spazieranno dal caldo al freddo, immergendoci in colori tropicali e desertici. Non voglio dire troppo in questo senso per non rovinarvi la sorpresa. La storia sarà la continuazione di Legend e Anniversary, sviluppato da Crystal Dynamics. Nessun problema per coloro che si fossero persi le prime due parti. Un filmato sarà selezionabile nel menu del gioco che riassumerà gli avvenimenti salienti avvenuti prima. In questo episodio dovremo trovare il martello del dio norreno Thor. Il potere del martello è tale che sarebbe in grado di distruggere intere città e montagne. Una forza enorme che se usata in mani sbagliate potrebbe creare… bè direi che non ci voglia una genio per capirlo.

Prendere la vita… di petto
Veniamo ai punti di forza e alle magagne che affliggono questo gioco. L’ottavo capitolo di Miss Croft si fa giocare dall’inizio alla fine, seppure dobbiamo distinguere bene due tipi di scelte dai programmatori. La parte esplorativa e platform è stata studiata bene, non è un mostro di originalità, fa però la sua parte regalando momenti talvolta divertenti. Pollice verso per i combattimenti. Nel 2008 dobbiamo pretendere qualcosa di più. Il modo per superare i nemici si può riassumere in: salta di qui – spara – salta di la. Se a livello percentuale le sparatorie saranno un quarto rispetto alle arrampicate, fa davvero storcere il naso questa componente. I controlli rispondono a dovere anche se personalmente non li ho trovati sempre comodissimi in tutte le situazioni, anche se è questione di abitudine. Buoni i doppiaggi e gli effetti sonori, molto curati sono poi quelli degli spari. La grafica è in linea con le produzioni attuali e gli standard del genere. Manca sicuramente un lavoro di personalizzazione che possa elevare questo titolo o distinguerlo dagli altri (come invece è avvenuto per il nuovo Prince of Persia). Disponibile per qualsiasi console vi venga in mente, avrà una durata che si aggira tra le 10 – 12 ore. Molto difficilmente avrete voglia di riprenderlo in mano una volta finito, forse anche da questo punto di vista si spera che in futuro venga fatto qualcosa di più.

Dulcis in fundo
I videogiochi, lo sappiamo, sono un passatempo. Hanno la piacevole funzione di divertirci per qualche ora, svagandoci tra i mondi che i programmatori hanno pensato per noi. Sotto questa ottica infatti Tomb Raider svolge in pieno la sua funzione. E’ possibile che le nuove generazioni non abbiano mai sentito parlare di Lara Croft (anche se molto improbabile ndr) o che ci sia qualcuno che si appresta timidamente per la prima volta a questo brand. Nonostante in giro ci siano titoli decisamente migliori come genere action platform (vedi il nuovo Prince of Persia) o per ambientazioni e varietà (vedi Uncharted – Drake’s Fortune) non mi sento di scartare del tutto quest’ultimo episodio di Lara. Seppure il voto finale (che sarete andati a sbirciare subito) supera abbondantemente la sufficienza, il mio consiglio è di aspettare a prendere questo titolo quando il prezzo sarà sceso. In questo Natale all’insegna del risparmio, volgete altrove i vostri risparmi per l’acquisto di un titolo a prezzo pieno, se poi avete la PS3 e non avete giocato alle avventure di Nathan Drake, cospargetevi di cenere la testa e provvedete per pochi euro.

Grafica: 8
Sonoro: 8
Giocabilità: 7.5
Longevità: 7
TOTALE: 7.5

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Gio 18/12/2008 da in , , ,

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