Race Driver: GRID – Recensione

GRID
Codemasters, regina indiscussa dei racing games su console (superiore, a parere di chi scrive, anche alla sopravvalutata Polyphony Digital e al suo Gran Turismo) approda sulle console di ultima generazione con lo spettacolare GRID.

La serie di Toca Racer Driver, che da sempre ha rappresentato il punto di riferimento su console per i fanatici del realismo (e non delle gare in cui auto da oltre 400 km/h si prendono a sportellate in curva…) trova la propria naturale evoluzione in questo GRID, che ancora una volta ci mette nei panni di un pilota, per così dire, “freelance”, cioè senza un proprio team. Nel vasto e completissimo Career Mode, infatti, dovremo “farci le ossa” vincendo competizioni di varia natura con team diversi, fino a formare la nostra squadra e a gestirla, ad esempio, negoziando contratti per l’acquisto delle vetture da gara.
 
GRID
E sono proprio le vetture, insieme agli splendidi circuiti, le protagoniste di GRID; dalla potentissima Nissan Skyline GT-R alla meravigliosa Lamborghini Murcielago RGT, c’è una scelta abbastanza ampia (più di 40) di vetture da corsa e non, riprodotte in modo impeccabile fin nei minimi particolari, tanto che qualcuno si sentirà male al pensiero di doverle “rovinare” nelle combattutissime sfide proposte dal gioco. Difatti, caratteristica distintiva della serie, oltretutto fondamentale per il realismo, è il sistema di deformazione delle vetture, assolutamente fenomenale in GRID anche alla luce delle maggiori potenzialità delle console attuali. Soprattutto nelle prime gare, complice anche l’AI molto combattiva degli avversari, è molto difficile portare a termine le sfide senza ridurre la propria auto ad un groviglio di lamiere, ma è comunque fondamentale evitare almeno gli impatti che possano danneggiare le parti meccaniche; non è infrequente essere messi fuori combattimento da un unico, violento, impatto…
 
GRID
Un plauso anche al design dei circuiti, suddivisi in tre aree geografiche: Europa, USA e Giappone. In Europa troviamo essenzialmente circuiti “pistaioli” famosi come Le Mans e Donington, negli USA circuiti per la amggior parte cittadini (stupendo quello di Los Angeles) e infine, in Giappone, le solite piste da drifting che ormai sono diventate un “must” da Fast & Furious: Tokyo Drift in poi. La classificazione dei circuiti è determinante per la tipologia di auto che si possono utilizzare: in Europa auto di classe GT, negli USA muscle cars e in Giappone le “classiche” Nissan, Subaru e Toyota.
Avrete dunque capito che GRID può vantare una grande varietà di ambientazioni così come di tipologie di gara. Al termine di ogni sezione si affronta una gara in stile 24 Ore di Le Mans che può essere “condensata” in 24 minuti così come affrontata per intero (in questo caso, però, al di fuori del Career Mode dopo averla sbloccata).
 
GRID
Prima di passare all’analisi del comparto audiovisivo, è il caso di sottolineare una delle interessanti novità del gameplay, che prende il nome di flashback system. In pratica, durante le gare, avremo la possibilità di “tornare indietro nel tempo”, ad esempio dopo aver sbagliato una curva o dopo aver centrato un muretto. Il numero di flashback a disposizione dipende dal livello di difficoltà (nella modalità Pro è pari a zero); si tratta di un’aggiunta che farà storcere il naso ai puristi, ma che risolve, a mio avviso, il più grave difetto che la serie abbia mai accusato, vale a dire il fatto di dover ripetere intere gare o, peggio, interi campionati per un piccolo “lungo” o per un tamponamento, magari causato dalla CPU. Tra l’altro nessuno obbliga il giocatore esperto ad utilizzare i flashback a disposizione, ma vi posso assicurare che sono davvero una manna dal cielo per scongiurare la frustrazione dei livelli più avanzati.
 
GRID
Sotto il profilo tecnico, GRID è una gioia per gli occhi: l’evoluzione del motore grafico proprietario Neon, per l’occasione ribatezzato Ego, viaggia costantemente a 30fps senza alcuna incertezza, nemmeno nelle situazioni di gioco più concitate. Ottimi anche gli effetti particellari, mentre dispiace notare l’assenza di effetti climatici, dal momento che si corre in condizioni ottimali.
Nella media la colonna sonora, anche se è possibile giocare usando la propria come sottofondo.
 
In conclusione, GRID è con ogni probabilità il miglior gioco di corse fino ad ora creato, completo e eccellente sotto tutti i punti di vista. Un acquisto obbligato per tutti i fanatici dei racing game “con spina dorsale” e un esordio perfetto per la serie su PS3 e Xbox 360.
 
VOTO: 9

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