Mass Effect 3, l’uscita ‘spaziale’ mette nei guai due fan: dieci anni di carcere

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L’uscita ‘spaziale’ di Mass Effect 3 ha messo nei guai due gamer, desiderosi non tanto di avere una copia tutta per sé quanto di fare beneficenza e, soprattutto, di fondare una software house. Ma procediamo per gradi: qualche giorno fa è stato diffuso in rete un video che spiegava che Electronic Arts aveva intenzione di lanciare le prime copie di Mass Effect nella bassa atmosfera, per poi farle cadere, con opportuni calcoli, nelle zone desiderate (finora San Francisco, Las Vegas, New York, Londra, Parigi e tra non molto anche la capitale della Germania). Una delle copie è finita nel deserto dell’Arizona ed è stata recuperata da Michael Davis e Miguel Droz, che, invece di tenere per sé la copia, hanno organizzato una lotteria: il prezzo del biglietto ammontava a cinque dollari e il 30% del ricavato andrà in beneficenza. Sarebbe dovuto andare, almeno.

I due, infatti, sono del Nevada, e in questo stato è assolutamente vietato organizzare lotterie senza devolvere il cento per cento del ricavato in beneficenza; i ragazzi, perciò, potrebbero essere soggetti a una pena esemplare, che va da una multa altissima a un arresto decennale, proprio perché avrebbero voluto mettere da parte il 70% della somma per fondare una casa di sviluppo. 
 

La legge è assurda; la punizione, altrettanto inammissibile, soprattutto se considerate che un buon 30% era stato devoluto, come detto, a Child’s Play. A spiegarlo è stato l’avvocato Mark Methenitis a Kotaku: la notizia, è dunque, ufficiale. Purtroppo. 
 

Ma non è finita qui: Davis e Droz hanno venduto i biglietti anche via internet in tutti gli USA, violando, dunque, una serie di norme non solo statali, ma anche federali. I due hanno cercado di rimediare, devolvendo tutto subito in beneficenza, ma nulla è ancora detto.  
 

C’è davvero da preoccuparsi, in questo mondo, se per una stupida lotteria si corre il rischio di incorrere dieci anni di carcere… Mah.

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