Non solo Bandersnatch, il ‘gioco maledetto’ che toglie il sonno ai giocatori

L’episodio singolo di Black Mirror “Bandershatch” è basato sulla realtà? In passato è esistito un gioco che venne ritenuto maledetto.

Il concept del contenuto maledetto è un topos ricorrente nei film horror e nelle distopie. L’esempio più noto nella cinematografia moderna è quello di ‘The Ring’, horror nipponico in cui l’essenza malvagia di una bambina seppellita in un pozzo veniva registrata in una videocassetta. Il film risale a diversi decenni fa ed è stato reso mainstream da un adattamento hollywoodiano capace di suscitare scalpore e ansia in tutto il mondo.

Il gioco maledetto
Non solo bandersnatch, sapevate che negli anni ’80 c’era un girava un gioco maledetto? – Screenshot Netflix – Games4all.it

Nemmeno il concept di videogame maledetto è nuovo nella cinematografia americana, prima di Bandersnatch, infatti, è stato prodotto – per la sfortuna di chi ama i videogame ed il cinema – Stay Alive, il quale quantomeno non puntava a prendersi troppo sul serio: una contessa maledetta aveva scelto un videogame in fase beta per tornare ad infestare il mondo. Una trama molto simile al recente – e sempre prodotto da Netflix – Choose or Die, film che invece ha la pretesa di essere realmente inquietante e ci mostra un contesto serioso e per certi versi straniante.

Ma quindi questa moda di rappresentare il videogame maledetto in produzioni cinematografiche deriva solo dal topos del genere horror sull’oggetto maledetto o infestato? In realtà l’ispirazione di Bandersnatch arriva proprio dal mondo dei videogiochi e più precisamente dai cabinati degli anni ’80.

Polybius, il videogame maledetto

Negli anni ’80, quando ancora le console casalinghe non si erano diffuse ed il Nes non aveva fatto il proprio debutto sul mercato, i cabinati erano la principale fonte videoludica. Proprio in quel periodo si diffuse la leggenda secondo cui esisteva un cabinato maledetto. Il cabinato in questione avrebbe contenuto un videogame intitolato Polybius.

Polybius il videogame maledetto
Una delle leggende metropolitane più diffuse del mondo videoludico è quella che riguarda Polybius – Credits: BBC – Games4all.it

La particolarità di questo videogame sviluppato dalla softwarehouse Sinneslöschen (Che in italiano si traduce “Privazione sensoriale”) era che chiunque lo provasse non riusciva più a staccarsene e perdeva interesse per ogni altro videogame. Nel 1981 si diceva che nelle poche sale in cui era stato distribuito si creavano code interminabili e persino risse tra i videogiocatori ansiosi di tornare in quel mondo. Alcuni di essi vennero anche colpiti da crisi d’ansia, incubi notturni e insonnia persistente.

Ma si trattava davvero di un gioco maledetto? L’ipotesi più accreditata è che questa leggenda metropolitana è nata dopo l’uscita di Tempest, videogame che ha causato vertigini e crisi epilettiche ad alcuni videogiocatori, ma non vi è certezza. Con il passare del tempo l’ipotesi del gioco maledetto ha preso piede e adesso fa parte anche delle leggende di internet, dove è possibile trovare anche un’intervista al presunto sviluppatore del gioco.

L’autore dell’episodio di Black Mirror di cui parliamo è ben conscio di questa leggenda e l’ha utilizzata come fonte d’ispirazione, sebbene il nome Bandersnatch sia stato preso da un videogame di Imagine Software che non ha mai visto la luce a causa del fallimento dell’azienda. Vi basti pensare che nel 2017, lo sviluppatore Jeff Minter ha creato una sua versione di Polybius – uno sparatutto frenetico che non ha nulla di maledetto – e che proprio lui è stato scelto per dare il volto a Jerome F. Davies, creatore del librogame Bandersnatch che il protagonista della puntata vuole trasformare in videogame.

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