Niente più italiano nei videogames: la nostra lingua nemmeno nelle opzioni. Sarà per tutti

Molti videogiocatori sono preoccupati da questa tendenza: molti giochi non presentano neanche sottotitoli in italiano. Entriamo nel dettaglio insieme.

Il mondo dei videogiochi, come quello dei film e delle serie tv, si divide in due grandi fazioni: chi apprezza il doppiaggio e chi preferisce invece vivere le storie nella loro lingua originale. E se da un lato il doppiaggio può essere apprezzato o meno, il sottotitolaggio è spesso indispensabile per giocare a un titolo, a meno che non si conosca alla perfezione un’altra lingua. A proposito di questo argomento, i giocatori italiani vivono da sempre un situazione molto particolare, con molti titoli che non ricevono il doppiaggio nella nostra lingua. E ora sembra che la situazione stia addirittura peggiorando.

molti videogiochi non hanno il doppiaggio in italiano
Molti videogiochi non presentano un doppiaggio in italiano. Ora, però, anche i sottotitoli in italiano sembrano essere a rischio – games4all.it

Molti videogiocatori reputano la presenza del doppiaggio in italiano un ingrediente fondamentale per godere a pieno di un titolo. Sin dagli albori del mercato videoludico, però, in molti hanno dovuto fare i conti che l’italiano è uno dei doppiaggi meno presenti nei giochi. Quello che è davvero preoccupante, però, è il fatto che molti titoli ultimamente non vengono neanche più sottotitolati in italiano, il che potrebbe davvero impedire a molte persone di giocare a quel titolo.

Una tendenza decisamente preoccupante

È difficile stabilire quanti giochi in italiano ci fossero in passato e quanti ce ne siano adesso, ma la tendenza è chiara: sempre meno giochi sono disponibili con le voci dei doppiatori nella nostra lingua. È abbastanza evidente che case di produzione che prima doppiavano sempre in italiano, adesso non lo fanno più. Questa tendenza sta investendo anche titoli molto attesi: “Starfield” non sarà doppiato in italiano, né lo sarà “Alan Wake 2” e neanche tanti titoli Ubisoft.

Fan ed esperti di videogiochi italiani hanno quindi provato a ipotizzare il motivo di queste decisioni. Ci sono varie ragioni per cui un’azienda può prendere la decisione di non doppiare un titolo in una determinata lingua, ma il problema è quasi sempre di natura finanziaria. Ad esempio, come suggeriscono gli youtuber di Playersindue, il mancato doppiaggio in italiano può dipendere da una crisi interna dell’azienda, che affronta quindi tagli al budget di un progetto e team di sviluppo ridimensionati.

alcuni videogiochi recenti non hanno nemmeno i sottotitoli in italiano
“Sea of Stars”, un titolo molto atteso dai fan di tutto il mondo, ha sottotitoli in diverse lingua ma non in italiano -Credita Instagram @sabotage.studio- games4all.it

La decisione di non doppiare un titolo in italiano nasce anche dal fatto che la spesa potrebbe non avere il ritorno economico sperato. È opinione diffusa il fatto che in Italia ci sia sicuramente un mercato dei videogiochi decisamente ristretto rispetto ad altri paesi.

E il fattore più preoccupante è che, se per i doppiaggi questo discorso può essere valido visto l’ingente costo che il lavoro dei doppiatori porta con sé, il fenomeno della mancanza dell’italiano si sta ora espandendo anche ai sottotitoli.

Una decisione che pochi riescono a comprendere, visto che il sottotitolaggio è un’aggiunta decisamente più economica rispetto al pagare un’intero team di doppiatori. Il caso più recente è quello dell’RPG “Sea of Stars”, che ha deluso molti fan italiani dopo la scoperta che nessun testo in italiano era stato implementato nel gioco, nonostante la presenza di ben altre 10 lingue diverse disponibili.

Se questa tendenza fosse confermata, l’esperienza di gioco di molti fan italiani potrebbero essere decisamente compromessa. Anche se può essere uno stimolo per imparare altre lingue, giocare un intero titolo aggiungendo la difficoltà di comprensione della lingua non è sicuramente qualcosa che può far piacere a un fan. Non resta che sperare che le case di produzione tengano conto delle esigenze dei fan italiani. In alternativa, si può cominciare a studiare un po’ di inglese.

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