Dopo Control e Alan Wake 2, Sam Lake pensa al futuro e potrebbe avere l’ispirazione tra le mani

Remedy è tornata a far parlare di sé con Alan Wake 2 ma che cosa rende effettivamente assurdo il ritorno dello scrittore che si trova a lavorare con il paranormale?

Remedy è diventata famosa nel mondo perchè capace di trasformare anche l’idea più fuori luogo in una hit di successo e allo stesso tempo è a quanto pare uno dei pochissimi, se non l’unico team, che riesce a dare un senso alle cutscene cinematografiche. Le dimostrazioni sono Control e lo strano, e potremmo dire in parte incompreso, Quantum Break.

quanto è folle il nuovo alan wake 2
Sam Lake parla del suo Alan e programma le vacanze! – games4all.it

Adesso, dopo un’attesa durata un’intera generazione, il team finlandese diretto da Sam Lake è tornato con Alan Wake 2 che tanti definiscono il gioco più strano del 202  ed effettivamente anche il creative director di Remedy è convinto di questa stranezza. Una stranezza che però non è stata cercata per il solo scopo di stupire ma perché aveva senso.

Remedy e Alan Wake 2, un amore folle

Come ricordato in una lunga intervista che Lake ha rilasciato ai colleghi di GQ UK l’attesa per Alan Wake 2 è stata lunga. Ma come si è arrivati al gioco che tanti, sussurrando insistentemente, vorrebbero già gioco dell’anno 2023? Quello che ha prodotto il primo (e quindi questo secondo) Alan Wake è stato una sorta di moto di reazione che si è innescato dopo il successo improvviso di Max Payne, incasellato in tutt’altro genere: “la maledizione del secondo album“.

la storia dietro alan wake 2, il racconto di lake
Alan, Mak e Sam, la storia del successo Remedy – games4all.it

Perché per Remedy Max era stato il grande debutto con successo immediato. Tutti gli occhi erano quindi puntati su questo team di sviluppo di cui nessuno conosceva nulla. Anni di lavoro, di stress e di idee lanciate qua e là e alla fine il primo Alan Walker rivoluzionario e reazionario uscì nel 2010 raccontando tutto meno che quello che c’era nello sparatutto precedente.

Un gioco che era anche tutta una metafora di come qualcuno con un grande successo decida non di continuare a mungere la stessa vacca fortunata ma di trovarne un’altra. Ora che è arrivato il sequel, 13 anni dopo, siamo ancora tutti qui a bearci della creatività di Lake e dei suoi. Un titolo a metà strada tra la serie TV interattiva e il videogioco vero e proprio.

È una storia che parla di realtà contro immaginazione” la descrive Lake e parla, “di quello che crediamo di essere e di quello che scopriamo di essere“. E la definizione di gioco evidentemente particolare e strano arriva sempre da Lake. Lake che ha un rapporto quasi viscerale con la sua creatura.

Oltre ad essere il creative director del team, infatti, oltre ad aver scritto il gioco e ad averlo diretto è anche uno dei personaggi e nel personaggio, Alex Casey, si è anche ricreata la strana coppia in cui Lake ha dato l’aspetto esteriore al personaggio e James McCaffrey ha invece prestato la voce.

Nel futuro di Remedy ci sarà di certo un altro gioco ma nel frattempo Lake ha organizzato il suo tempo libero: c’è una pila di libri che lo aspetta. Che ci sia il prossimo gioco in quei libri?

Impostazioni privacy