Call of Duty, il cambiamento allontana i fan: come il successo di Fortnite ha influito sullo storico brand

Gli ultimi capitoli di Call of Duty hanno dimostrato che Activision sta perseguendo una sua precisa linea di azione e di pensiero. Non tutti i fan sono d’accordo.

Non si può accontentare tutti: un dato di fatto che anche il team di sviluppo e il publisher più blasonato sanno non si può eludere. Perché anche con la formula di gioco migliore possibile ci sarà sempre qualcuno che voleva le cose fatte diversamente.

call of duty, è polemica sui cambiamenti
Call of Duty, Activision non ascolta i fan? (foto youtube/Activision) – games4all.it

Qualcuno che voleva anche semplicemente una interfaccia utente innovativa, anzi no, uguale ai capitoli precedenti, anzi no tutta diversa. Non si può pretendere di piacere a tutti. Ma di certo quando produci un titolo multiplayer come Call of Duty.

Devi cercare di piacere a un numero più largo possibile di giocatori e giocatrici. Alcune delle ultime scelte fatte da Activision e dai vari team di sviluppo che per Activision si occupano di COD hanno riaperto la discussione su dove sta andando la serie. Per qualcuno alle ortiche.

Call of Duty e Fortnite, una vicinanza per alcuni impossibile

Quello che Epic è riuscito a fare con Fortnite è qualcosa la cui portata reale sfugge ancora del tutto. Nato come gioco multiplayer, si sta rapidamente trasformando in una sorta di nuovo Second Life. Ne è la dimostrazione il fatto che i The Game Awards di quest’anno andranno in onda anche dentro Fortnite. Il che significa che Epic con il suo Battle Royale detta la linea su quello che funziona su larga scala.

call of duty e le skin impossibili, alcuni giocatori non sono contenti
Perchè Call of Duty copia Fortnite? (foto youtube/Activision) – games4all.it

In una corsa alla spasmodica ricerca di giocatori e di numeri, tanti sono i progetti che sono nati e che sembrano cercare di riproporre la fortunata formula di Fortnite con tutti i suoi elementi, skin assurde comprese. Ma, ed è questo il ragionamento che fa qualcuno, queste cose funzionano su Fortnite ma come fanno a funzionare su Call of Duty?

I puristi dell’esperienza COD continuano a inorridire ogni volta che arrivano nuove skin, se poi fanno puzzare l’esperienza di pay to win la critica è servita. Ma si tratta davvero di un cambiamento su cui ci si deve accanire? Per comprendere il motivo per cui Call of Duty ogni tanto sembra un B movie e non la grande epopea della guerra di ieri, di oggi e di domani, occorre guardare al gioco per quello che è agli occhi di chi lo produce: un prodotto che deve fatturare.

Se per fatturare occorre mettere le skin dei coniglietti, i developer costruiranno le skin dei coniglietti. Una blasfemia per qualcuno, l’evoluzione naturale dei videogiochi multiplayer per altri. Il modello con le skin, oggetti cosmetici con cui raccontare la propria identità, è un modello di successo perché permette di esprimersi anche all’interno di quella che è una costruzione in cui in teoria non si può dire la propria.

Decidere di vestirsi da strega, imbracciare un fucile e allo stesso tempo lanciare incantesimi serve a incanalare nel gioco se stessi. Quei giocatori che non riescono a scendere a patti con l’idea che il loro gioco non è più quello di 5 o 6 anni fa possono ovviamente esprimere la loro frustrazione ma a loro ricordiamo che esistono altri giochi molto meno roboanti e più fedeli se ciò che cercano è un’esperienza autentica di scontro a fuoco militare.

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