Activision vuole sapere cosa guardi per venderti ancora più giochi: il brevetto

Activision ha depositato un brevetto che potrebbe trasformare l’intrattenimento passivo per sempre e darti solo quello che vuoi.

Come si fa a sapere se i giocatori o le giocatrici fanno altro oltre giocare? Potrebbe sembrare una domanda cui i publisher non hanno motivo di tentare di trovare una risposta ma il brevetto di Activision sembra proprio volersi trasformare in una sorta di piccola spia per comprendere meglio le abitudini fuori dal gaming.

activision brevetta i videogiochi che si montano
Activision brevetta un nuovo sistema per farti sempre contento quando giochi (foto Activision) – games4all.it

Ovviamente, ed è facile intuirlo, si tratta di una mossa che ha lo scopo ultimo di fornire ai giocatori e alle giocatrici, nei momenti in cui non stanno effettivamente giocando, raccomandazioni che potrebbero piacergli. Un po’ come TikTok che in base agli interessi che si flaggano raccomanda alcuni video piuttosto che altri. E verrebbe da pensare anche come succede con gli spazi ad che con i cookie raccolti da Google e dagli altri siti web sembrano sempre riproporre quello che hai appena cercato e che forse ti interessa.

Activision e il brevetto che ti ascolta, forse anche troppo

Non si può in questo periodo storico non incappare in siti web che chiedono di utilizzare i biscottini digitali. Lo scopo dei cookie, questo il nome tecnico, è rendere l’esperienza più lineare e semplice per l’utente. Ma serve anche a trasformare gli spazi pubblicitari progettati per ogni singola pagina in uno spazio pubblicitario che funziona. Activision sembra essersi ispirata a questa idea dei cookie con il suo brevetto che, così si legge nelle scartoffie, è in grado di comprendere cosa apprezzano i giocatori quando non giocano e fornire poi contenuti all’interno dei videogiochi tarati su quelle esperienze non videoludiche.

activision vuole sapere cosa guardi per darti i giochi dei sogni?
A che gioco giochi? Te lo dice quello che guardi in tv! (foto Activision) – games4all.it

Uno stesso videogioco, giocato da 10 persone diverse che però hanno altri interessi che tra loro divergono, potrebbe trasformarsi quindi in dieci esperienze diverse. Nel brevetto i sistemi e i metodi per “realmente integrare, avere effetto su o modificare il videogame che è contemporaneo ad uno screen video separato o a un video in broadcast” sono ancora oggetto segreto.

Ma non è difficile immaginare che l’unico modo per alterare in tempo reale un videogioco perché diventi il più apprezzato dal singolo sia sfruttando l’intelligenza artificiale, cui potrebbe essere messa in mano l’architettura del videogioco che viene proposto mentre c’è lo streaming e che, se il giocatore accetta di provarlo, viene compilato lì sul momento: come quando ordini il frozen yogurt in gelateria.

La domanda è su che genere di videogiochi possono essere alterati con così tanta facilità da potersi adattare o se in realtà questo adattamento all’esperienza singola non sia magari solo minima o cosmetica. In entrambi i casi, anche se è vero che chi guarda certi prodotti in streaming apprezza anche certi tipi di videogiochi, le raccomandazioni che potrebbero avvenire con il sistema picture in picture difficilmente potranno tenere conto del perché qualcuno avvia la console e prende in mano un pad.

Uno stesso giocatore, infatti, potrebbe decidere di volersi sfogare con un match multiplayer online violentissimo un giorno e quello dopo rilassarsi piantando patate e carote in una simulazione. Come farà l’algoritmo a tenere presente tutte le sfaccettature dell’umano essere?

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