
Le vicende che vedono l’R4 Revolution in testa ai commenti, non sempre edificanti da parte di Nintendo, si ripresentano con due dichiarazioni ufficiale che vi riporto e che vi faranno luce sugli eventi travagliati di questi dispositivi.

Ebbene si, la pacchia è finita! Per tutti coloro (e sono tanti) che hanno acquistato online i vari R4 e compagnia e soprattutto chi ancora lo volesse fare, riceverà una bella doccia fredda.
Non ho mai personalmente messo in dubbio che alcuni videogiochi fossero delle vere e proprie opere d’arte ed in tal senso andassero tutelate come «opere dell’ingegno» protette dal diritto d’autore.
Un mese fa si sentivano dal Giappone il primi lamenti di dolore perchè Nintendo, con l’uscita del DSi, aveva reso inservibili le hacking flash cards come la R4 e tutta la sua famiglia di cloni.
Se siete affezionati lettori di questo blog, qualche giorno fa ricorderete che vi avevo narrato delle motivazioni della casa del Sol Levante per ciò che riguardava l’inaspettato release della Nintendo DSi.
Ci doveva essere per forza qualche altro motivo per cui Nintendo ha messo in vendita il proprio nuovo sistema DSi in Giappone con tutta questa fretta, un motivo al di là di fornire un sistema più bello.
Lo ammetto candidamente, se fossi negli Stati Uniti, farei parte del 90% degli utenti di Nintendo DS che utilizzano il cartridge R4, noto anche come Revolution (curiosamente, antico nome di fase prototipica della Wii, prima che assumesse la sua denominazione definitiva), ma non essendo negli States, mi limiterò ad ammettere che faccio parte di una ristretta cerchia di “smanettoni” che lo posseggono.