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La Xbox next gen sarà contro l’usato?

ek gaming giochi usati

Si parla anche di un forte impegno della compagnia nella lotta contro il mercato dell’usato; non sappiamo, però, fino a che punto queste voci di corridoio siano vere, visto che contraddicono in toto quanto dichiarato da alcuni esperti e si collocano, soprattutto, in aperto contrasto con una strategia economica vincente: anche se i giochi usati riducono gli introiti a una prima analisi, indagando più a fondo riesce facile capire che i fatti non stanno proprio così; sia le software house sia le case di sviluppo, infatti, traggono i loro profitti (seppur in maniera contenuta) dalla vendita dell’usato. 
 

Mike Kennedy, CEO del retailer americano EK Gaming, sta cercando, comunque, di permettere a Nintendo, Sony e Microsoft, per non parlare di tutte le software house, di guadagnare molto di più rispetto a ciò che incassano oggi. La sua idea è quella di continuare a vendete giochi usati, ma di dividere una percentuale dei profitti tra case di sviluppo e distributori; una percentuale che dovrebbe aggirarsi attorno al 10% del totale e che non rappresenta affatto una cifra irrisoria. 
 

Questa iniziativa nasce da una constatazione difficile da accettare: visti i prezzi altissimi praticati da alcuni distributori (si pensi, per esempio, a Sony e ai suoi prodotti), non pochi giocatori hanno scelto la via del digitale, abbandonando in via definitiva le copie fisiche, con un conseguente e spiacevole ridimensionamento dei guadagni per tutti coloro che vivono grazie alla vendita dei giochi usati.  
 

Il dirigente ha anche approfittato per spiegare a tutti la sua campagna di supervalutazione dei giochi consegnati agli store: a differenza dei competitor (GameStop, per dirne uno), EK Gaming permette di guadagnare il 30% in più. Su un valore di 10 euro, quindi, con la concorrenza guadagnereste 1 euro con EK Gaming due in più.  
 

A schierarsi a favore dell’usato è stato anche Michael Patcher, noto analista di Wedbush Security, che ha voluto ribadire le posizioni decisamente a favore dei giochi usati, già emerse in occasione del suo show su Gametrailers:  
 

Penso – ha infatti spiegato – che l’industria si disintegrerà: non ci saranno più videogiochi se le console next-gen non supporteranno l’usato‘. 
 

Mi chiedo perché le console di prossima generazione – ha poi proseguito, facendo riferimento alla rivale indiscussa di Microsoft – non dovrebbero supportare i giochi usati. Sony attualmente non vende molto software: forse solo il 10% delle vendite sono suoi prodotti. Tutto il resto proviene dalle terze parti. Sony non andrebbe comunque ad aumentare le sue vendite, se non di un 1-2%‘.

Ma non è finita qui: Patcher ha stimato che l’impatto dell’usato sul mercato videoludico non supera il 5%; combattere questo settore, quindi, si rivelerebbe senz’altro fallimentare: sì remunerativo in termini di profitti, perché significherebbe percepire entrate piene e non drasticamente ridotte; altresì rischioso, però, perché farebbe perdere accessibilità ai titoli e, soprattutto, all’hardware delle case di sviluppo (non tutti, infatti, sarebbero disposti ad acquistare i giochi a prezzo intero).  
 

Dare per scontato che non solo Xbox 720 ma anche Nintendo Wii U e PlayStation 4 saranno anti-usato, dunque, è sicuramente azzardato.

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