I blocchi regionali del Nintendo DSi

NIntendo DSi
Quando mesi fa fu data la notizia ufficiale dell’uscita del DSi, cioè della futura evoluzione dell’attuale console portatile Nintendo, tra le innovazioni implementate spiccava l’introduzione, per la prima volta, di blocchi regionali all’interno della macchina. Finalmente sono stati rivelati i dettagli di questa limitazione, a prima vista immotivata .

Prima di tutto si può tirare un sospiro di sollievo: i blocchi regionali non riguarderanno i giochi acquistati in versione retail. Questi saranno, infatti, liberamente giocabili su ogni console proveniente da ogni angolo del mondo.
 
I blocchi riguarderanno quindi i contenuti, in particolare i giochi, che potranno essere scaricati usando il nuovissimo servizio di download che la Nintendo ha realizzato proprio per il DSi.
 
Tale decisione è dipesa dai diversi criteri di classificazione dei giochi, che differiscono da paese a paese, che evidenziano l’età minima per cui è stato realizzato e per la quale viene consigiato l’acquisto del gioco.
 
Tale orientamento è stato confermato da David Yarnton, general manager della nIntendo UK, al periodico “The Times”:
 

“Ci sono molti e differenti criteri di classificazione, basati sull’età dell’utente, vigenti nel mondo. Noi stiamo cercando di prendere una decisione responsabile. Vogliamo essere sicuri che gli utenti conoscano che genere di contenuti acquistano e che ci sia un certo livello di protezione”

 
Nella sostanza ogni DSi conterrà al suo interno un sistema di “parental control” realizzato secondo il sistema di classificazione del territorio su cui verrà commercializzato la console.
 
Il chiarimento di Yarnton fa tirare un parziale sospiro di sollievo agli utenti, abituati a console portatili Nintendo che, sin dai tempi del Game Boy davano piena libertà di scelta agli utenti. Mamma Nintendo anche stavolta non si smentisce.
 
Foto da spazioiphone.com

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