CAPCOM, Keiji Inafune: “Odio lavorare, sogno la pensione!”

keiji inafune sul suo lavoro 

Certe dichiarazioni proprio non le comprendiamo, soprattutto se inspiegabili. Come può uno del calibro di Keiji Inafune, un game designer di tutto rispetto, confessare di odiare quello che fa? Forse c’è stata una traduzione sbagliata; forse il membro CAPCOM intendeva dire altro. Sta di fatto che, per adesso, questo è quanto ha dichiarato. A noi, sinceramente, certi discorsi non vanno proprio giù: non tanto per questioni morali (molti dicono che potrebbe provare a lavorare in fabbrica, altri sostengono tutt’altra tesi), quanto per l’idea che abbiamo dei creativi, degli artisti, di chi vive di videogames, che sono arte. E nessuno venga a raccontarci il contrario!

Un game designer, molto di più rispetto a uno sviluppatore, non può odiare il suo lavoro. Che razza di discorso è mai questo? È come se Dante fosse stato costretto a scrivere la Divina Commedia, come se un calciatore fosse costretto a tirare i calci alla palla durante queste partite di calcio divenute ormai veri e propri incontri di combattimento (neanche il sangue manca). Il discorso, insomma, dovrebbe esservi chiaro. Per fortuna, tutto il discorso del disegnatore ci permette di fare ben altre considerazioni. 
 

Se potessi, mi ritirerei in pensione per potermi rilassare. Ci sono un sacco di sviluppatori che lavorano poco e guadagnano grandi somme, ma per me non è così. Per me realizzare videogames è la cosa più difficile che possa fare 
 

Forse è semplicemente nervoso per via di qualche insuccesso, o magari, invidioso di qualcuno che appartiene al suo settore e guadagna molto di più. Saremmo molto felici se rettificasse. Voi che ne pensate? 
 

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Alla prossima!

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